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MARCHIO DI QUALITA'
TURISTICO AMBIENTALE
Città Gemellate
Stemma LLORET DE MAR Stemma VOLKERTSHAUSEN Stemma SEPINO
LLORET DE MAR VOLKERTSHAUSEN SEPINO
Lago di Bolsena
Ambiente



Partita Iva: 00119080562
Abitanti: 4.180
Superficie: 63,92 kmq
Altitudine: 350 mt. s.l.m.

Patroni: S.Cristina e S. Giorgio
Prodotti tipici:
Pesci di lago (Luccio, Tinca, Anguilla, Coregone, Latterino, Persico reale.);
Ortaggi (Pomodoro Scatolone);
Vino D.o.c. Est! Est!! Est!!!;
Olio


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IL LAGO

AmbientiIl lago di Bolsena è il più grande lago vulcanico d’Europa. Il suo vasto bacino imbrifero (270 Kmq) non costituisce il relitto di un grande vulcano, ma si è formato nel corso di vari millenni attraverso una serie di sprofondamenti del suolo provocati dall’attività vulcanica di molte bocche eruttive. Due di queste, le ultime in attività, si sono trasformate nelle isole Martana e Bisentina, dove la lussureggiante vegetazione contende alle rocce il contatto con le acque. Nel corso della preistoria lo specchio lacustre era molto meno esteso di oggi; almeno a partire dall’età del bronzo il livello delle acque ha cominciato ad innalzarsi, sommergendo migliaia di ettari di pianure intensamente abitate e coltivate, sino a stabilizzarsi al suo livello attuale, posto intorno a m.304 s.l.m. Una così importante attività vulcanica, durata per tanti millenni, ha coperto più di 2.000 Kmq di superficie con

una potente serie di sedimenti che, in alcuni punti, raggiungono lo spessore di oltre 1.300 m. Questo importante serbatoio di riserve idriche risulta, però, quasi sconosciuto dal punto di vista idrogeologico. L’Amministrazione Comunale di Bolsena ha sostenuto alcune iniziative di ricerca scientifica subacquea che hanno portato alla scoperta di innumerevoli sorgenti di acque purissime, sgorganti dai fondali e provenienti dalle rocce profonde su cui è basato il complesso vulcanico. Dato che il bacino imbrifero è molto limitato a causa delle sue pendici molto scoscese, il corpo idrico riesce ancora a mantenersi in condizioni di oligotrofia, quindi in equilibrio dal punto di vista ecologico. Se a questo dato si aggiunge che il lago risulta essere alimentato anche da tante e ricche sorgenti subacquee, si può comprendere perché i pescatori e quanti frequentano le sue acque siano oramai abituati ad attingere direttamente dal lago l’acqua per bere durante la navigazione e per cuocere la tipica “sbroscia” nella loro capanna di riva


COME E' NATO IL LAGO CHE SI BEVE

Ambiente e TerritorioLa regione vulcanica che comprende il lago di Bolsena, esteso per circa 115 kmq., si è formata in seguito all’attività di vari centri eruttivi che ebbero inizio circa 850.000 anni fa. In conseguenza di grandi fratture che si aprirono sulla crosta terrestre, si verificarono violente esplosioni con la proiezione di grandi quantità di materiali sciolti (ceneri, pozzolane, lapilli): dai coni che si formarono, uscirono poi colate di lava molto fluida che giunsero a distanze di 10-20 km., fino Orvieto, Canino, Tuscanica. Durante i periodi di tranquillità, nelle zone più basse si formarono dei laghetti sul fondo dei quali si accumularono gli scheletri silicei di piccoli organismi (Diatomee) che dettero origine ai giacimenti di farine fossili. A causa di un forte aumento delle pressioni del sottosuolo, 360.000 anni fa iniziò una lunga fase di violente esplosioni con fuoriuscita di colate

ignimbritiche, un miscuglio molto fluido di gas, magma ed elementi solidi ad altissima temperatura, che scorreva a grandi distanze con una velocità fino a 400 km/ora. In seguito alla uscita di grandi quantità di materiali, il sottosuolo si svuotò e, di conseguenza, la crosta superficiale sprofondò su un’area di circa 270 kmq, formando così la caldera che sarà occupata dal lago di Bolsena. L’attività si spostò allora alla periferia con la formazione di tufi e banchi di lava. Circa 140.000 anni fa a causa di un ulteriore svuotamento del sottosuolo, si produssero altri sprofondamenti alla periferia che dettero origine alle “caldere” di Latera e Montefiascone. Negli ultimi periodi di attività si verificarono delle esplosioni all’interno del lago che si era già formato, dando luogo alla nascita delle isole Martana e Bisentina. Vaste colate di lava nel settore occidentale ( Selva del Lamone ) conclusero l’attività primaria del complesso vulcanico volsino. Sul terreno ormai raffreddato si sviluppò la vegetazione, apparvero gli animali ed, infine, comparve l’uomo. A partire da circa 5000 anni fa si verificarono ripetuti assestamenti del terreno e conseguenti variazioni del livello del lago. Una così importante attività vulcanica, durata per tanti millenni, ha coperto più di 2000 kmq di superficie con una potente serie di sedimenti che, in alcuni punti, raggiungono lo spessore di oltre 1.300 metri.

IL LAGO PIU' PULITO D'EUROPA

AcquaAffacciandosi oggi dall’alto delle verdi colline che lo circondano, il Lago di Bolsena presenta ancora al turista lo stesso scenario di natura incontaminata che appariva ai “viaggiatori” del passato: a Bolsena sono venuti, infatti, dal poeta Petrarca allo scrittore tedesco Goethe, dal pittore inglese Turner al musicista francese Berlioz che definì il nostro lago “un delizioso eden”.  Per Bolsena passava la famosa “Via Francigena” che, dal Medioevo fino all’epoca romantica, è stata l’arteria principale lungo la quale sono passati secoli di guerre, di pellegrinaggi e di giubilei da tutta l’Europa verso il grande mito di Roma.
Leggendo le antiche cronache notiamo, però, che l’ammirazione per il paesaggio non corrispondeva alle condizioni del viaggio e della vita che trovavano i “viaggiatori”: strade

fangose d’inverno e polverose d’estate, osterie e locande simili a sporchi tuguri talvolta privi anche di materassi per dormire ed un mangiare tanto sporco da far passare l’appetito! Il turista di oggi, trova tutto questo profondamente mutato e migliorato. Giungendo a Bolsena  trova numerosi alberghi fino a quattro stelle, un ampia scelta di trattorie e ristoranti citati favorevolmente anche da accreditate guide turistiche straniere, diverse attrattive monumentali religiose e storiche, dai suggestivi rioni del centro storico, agli scavi archeologici, al Museo Territoriale, alle catacombe paleocristiane, alla Basilica di Santa Cristina, fino alle tradizionali feste religiosi e popolari.
Il porto turistico e le strutture balneari esistenti, assicurano agli appassionati degli sport acquatici una vasta scelta di preferenze: dagli stabilimenti balneari alle scuole federali di sci nautico, di vela, di nuoto e di immersione subacquea, al noleggio di canoe, pedalò, wind-surf ,  barche a vela con o senza skipper, parcheggi e assistenza tecnica per la nautica da diporto supportati da attrezzature portuali sulle quali fanno scalo i traghetti che assicurano i collegamenti con le isole e con gli altri paesi in riva al lago.
A tutto questo è da aggiungere l’insolito piacere di poter fare il bagno nelle acque del “lago che si beve”: una situazione di altissimo valore ecologico che ormai è stabilmente assicurata dagli impianti consorziali di raccolta dei liquidi fognari ed inquinanti con il loro trasporto fuori del bacino lacustre.

Il CO.BA.L.B. S.p.a. Consorzio tra i Comuni di Bolsena, Montefiascone, Marta, Capodimonte, Valentano, Gradoli, Grotte di Castro, San Lorenzo Nuovo, Bagnoregio e l’Amministrazione Provinciale di Viterbo ha come scopo la depurazione delle acque che questi Comuni immettono nel lago di Bolsena:

a)     Collettore circumlacuale. È un collettore dalla lunghezza di ca. 30 Km che raccoglie le acque reflue dei Comuni e li trasporta all’impianto di depurazione dove vengono trattati. Parte dalla zona Nord del lago di Bolsena e costeggiando il perimetro del lago si immette nell’impianto di depurazione ubicato a ca. 3 Km fuori dell’abitato di Marta e in corrispondenza dell’emissario del lago.

b)     Stazioni di sollevamento. Sono 17 le stazioni di pompaggio dei liquami ubicati lungo il tratto del collettore. Ogni stazione è completamente interrata e fornita di una propria cabina elettrica di alimentazione. La stazione di pompaggio spinge i liquami per un tratto a pressione fino al punto di disconnessione oltre il quale i liquami cadono per gravità fino alla stazione successiva da dove vengono di nuovo rilasciati a pressione. Ogni stazione è provvista di pompe di riserva e di gruppo elettrogeno in caso di mancanza di energia elettrica. Esiste anche un sistema di telecontrollo che segnala al personale tecnico della gestione eventuali fuori-servizio o situazioni di emergenza.

c)      Depuratore. L’impianto è stato ubicato sulle rive del fiume Marta ed è un tipico impianto biologico con sedimentazione primaria e digestione aerobica dei fanghi. E’ in grado di trattare liquami per 40.000 abitanti. Al termine del processo di depurazione le acque perfettamente depurate nei limiti della tabella “ A” di legge, vengono immesse nel fiume Marta. L’impianto è modulare e quindi utilizzabile nei diversi periodi dell’anno secondo il maggiore o minore afflusso dei liquami. Il Consorzio ha ristrutturato e attualmente gestisce il piccolo depuratore di Valentano preesistente  alla costruzione dell’impianto centralizzato di Marta.
L’ impianto è in funzione e si sono ottenuti risultati eccellenti. Dalle analisi fatte dalle A.S.L. locali  risulta infatti balneabile più del 90% del lago e, con ogni probabilità a collettore definitivamente allacciato anche nell’ultimo tratto, sarà balneabile tutto il tratto delle coste lacuali.

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